
Durante i suoi viaggi, Giorgio scopre l’opera ispiratrice di Padre Marian Zelazek, che sta aiutando i figli di lebbrosi a Puri, città nella parte orientale dell’India. Ai bambini mancano le basi necessarie per la sopravvivenza e non hanno l’opportunità di poter frequentare la scuola. Padre di Marian sta lavorando per costruire una scuola utilizzando i fondi che ha ricevuto dal governo tedesco dopo essere stato imprigionato nel campo di concentramento di Dachau nella seconda guerra mondiale.
Nel 2002, Padre Mariano è stato nominato per un Premio Nobel per la Pace per il suo lavoro in India. Giorgio chiede come poter aiutare e Padre Marian gli ha da le foto di sette bambini della colonia di lebbrosi. Chiede a Giorgio di cercare sponsor per loro. Giorgio si prodiga facendo concerti in giro per l’Italia cantando i kirtan (una forma di canto devozionale) accompagnandosi con armonium e chitarra, per trovare fondi per i bambini di Puri. Nel 1992, nella città santa di Jagannath Puri in India, Giorgio prende i voti monastici di sannyas e diventa Nirvanananda Swami Saraswati, che significa “la beatitudine della libertà dalla sofferenza.” Uno swami è un monaco che rinuncia alle occupazioni mondane in favore di una vita spirituale di semplicità e di servizio.
Unendo gli insegnamenti del Kriya Yoga con l’aspetto devozionale del Bhakti Yoga e il percorso di beneficenza del Karma Yoga, Swami Nirvanananda esprime l’unità nella diversità dei numerosi sentieri e le religioni, tutte portano alla stessa meta: l’Amore Universale e l’Unità con lo Spirito. Ha utilizzato il dono della sua voce dalle tonalità cristalline e delle sue capacità musicale per portare in Europa le melodie di Yogananada e dei Kirtan indiani, arrangiati e cantati con la dolcezza italiana. Si è dedicato alla musica tradizionale indiana di carattere devozionale dopo più di dieci anni di viaggi e ripetuti contatti avuti nell’India del Nord. La particolarità della proposta musicale è nella trasposizione solo parzialmente armonica di antichissime melodie, cercando così un punto d’incontro tra la musicalità di carattere occidentale e quella orientale; senza infrangere l’incantesimo magico che quelle melodie ancora conservano da una parte ed un approccio più semplice e diretto per l’ascoltatore abituato alla musica occidentale dall’altra.
Anche la scelta della strumentazione musicale rispecchia questo incontro tra oriente ed occidente, con l’introduzione della chitarra classica assieme a un ritmo trascinante scandito da una tampura a fianco del respiro profondo di un harmonium indiano. Nirvanananda ci avvince con il suono magico della lingua madre di tutte le lingue: il sanscrito. Nel suo repertorio include anche canti spirituale della nostra tradizione.
Egli crea un’atmosfera altamente meditativa e al contempo riesce a coinvolgere i presenti invitandoli ad accompagnarlo nei canti. Il risultato è un’apoteosi in crescendo di ritmi gioiosi, veri e propri inni alla beatitudine ed una condivisione profonda.
Swami Nirvanananda ha viaggiato molto in Europa, Stati Uniti e India, ispirando il pubblico con musica devozionale e la raccolta di fondi da vendite di CD e donazioni per aiutare gli altri. Ad oggi sono molti i progetti che Swami Nirvanananda segue partendo da quei primi sette bambini di Puri.

A dodici anni, il giovane Giorgio inizia a suonare la chitarra, una ricerca che continua ancora oggi. Poi inizia anche a studiare in modo autodidatta il pianoforte.